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Category: Stuff

Robin Williams

Ognuno di noi ha un ricordo di lui, un piccolo frammento delle sue innumerevoli interpretazioni, delle tante storie che ci ha raccontato. Sempre con un sorriso per farci ridere e con una morale speciale da insegnarci.
Un’anno fa ci lasciava Robin Williams, grande uomo, grande attore e dimostrazione umana di come si possa nascondere una grande tristezza sotto la maschera della felicità.

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Il FAI apre Villa Crotta De Manzoni ad Agordo

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Foto di gruppo nel cortile delle statue di Villa Crotta De Manzoni con tutti i volontari, gli organizzatori e il dott. De Manzoni Matteucci, che con il loro impegno hanno dato modo agli agordini e a tanti altri visitatori di ammirare questa straordinaria Villa che fa parte della nostra storia. Grazie a tutti per questa grande possibilità, nella speranza di rivedere preso il palazzo nuovamente aperto!

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Siamo veramente Charlie?

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Subito dopo l’attentato alla redazione del settimanale francese Charlie Hebdo sul sito della testata è comparsa una semplice scritta: Je suis Charlie.
Pochi minuti dopo, queste tre parole avevano già invaso i vari social network, sulle bacheche di tutti quelli che indignati dall’accaduto, volevano essere vicini alle famiglie delle vittime, rivendicare la libertà di stampa o denunciare il terrorismo. Ognuno con disinvoltura e forse con un po’ di ingenuità, ha gridato Je suis Charlie, senza probabilmente pensare al vero significato di questa affermazione.

Essere Charlie non è cosa da poco. Principalmente per due motivi.
La prima è che non tutti (credo) abbiano la forza, il coraggio e la determinazione a portare avanti le proprie opinioni, se queste causano ripercussioni. Ricordiamoci infatti che la sede del settimanale era già stata vittima di un’attentato nel 2011; nonostante questo il direttore e la sua redazione andarono avanti, continuando a pubblicare le vignette che volevano e sapendo che di attentati simili ce ne sarebbero stati ancora. Forse sapendo già che la loro morte sarebbe avvenuta a causa della loro perseveranza.
Il secondo motivo è che per essere Charlie bisogna essere d’accordo con quello che Charlie pubblica. Davvero siamo tutti d’accorto con il contenuto di alcune vignette? In particolare quelle che prendono di mira le fedi di ebrei, cristiani, musulmani o chicchessia? Perché è vero che la libertà di stampa va rispettata, ma anche la stampa deve essere rispettosa. Va bene presentare, esporre, discutere le proprie opinioni, ma bisogna comunque essere attenti a non offendere l’altro.
E’ una delle regole fondamentali della società moderna.

Certo, la risposta dei terroristi è stata sbagliata, incivile, codarda. Perché la violenza non è la soluzione. L’unica soluzione possibile è il dialogo.

Andrea Colaiacomo  – 5 minuti di Pace – Gennaio 2015

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Charlie Hebdo: la violenza è la risposta sbagliata.

charlie-hebdo

Dopo quello che è accaduto oggi alla sede del settimanale satirico francese #charliehebdo mi chiedo se davvero all’ironia, all’offesa o alla volgarità nei confronti di un credo, si possa rispondere con una tale violenza e una tale rabbia, inneggiando a un Dio che sicuramente non predica lo spargimento di sangue.
Un pensiero alle vittime.
Che la soluzione non sia la violenza ma il dialogo.
#JeSuisCharlie #PrayersForParis

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